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500 R

  • anno : 1972

Col finire degli anni '60 alla Fiat molti pensavano che la 500 stesse iniziando ad essere troppo vecchia e necessitasse di essere sostituita. Di parere contrario era invece il suo progettista, che la riteneva ancora un'autovettura valida, nonostante l'incredibile cambiamento sociale rispetto al momento della sua ideazione. Effettivamente la situazione italiana era cambiata in modo enorme nell'ultimo decennio; la fortissima immigrazione dal meridione stava acuendo i contrasti sociali gia latenti in una citta di solida tradizione industriale come Torino. Il clima sociale fortemente indirizzato culturalmente verso la rottura con il passato e proiettato verso un concetto estremizzato di innovazione non potè mancare di influenzare anche le più semplici decisioni di marketing e probabilmente ebbe un peso rilevante nella scelta fra un rinnovamento ed una sostituzione della nostra vetturetta. Dal punto di vista più strettamente stilistico, la forma della 500 si prestava assai poco ad interventi lievi di restyling per attualizzarla al gusto degli anni ‘70, orientato verso linee tese e spigolose. Ogni intervento proposto sembrava richiedere investimenti ingenti a fronte di risultati tutt'altro che certi. L'opinione di Dante Giacosa era che la 500, oggetto di un buon aggiornamento meccanico che ne migliorasse le prestazioni, sarebbe potuta essere un prodotto valido ancora per diverso tempo; di avviso contrario, la Direzione Fiat scelse una via, per così dire, intermedia, avviando lo studio di una nuova vettura, contraddistinta dal numero di progetto 126, che della 500 manteneva quasi invariato il pianale e che ad una nuova versione di 500 avrebbe ceduto il gruppo motopropulsore. Al Salone dell'Automobile di Torino del novembre 1972 la Fiat
si presentò con le sue due nuove utilitarie: la 126 e la 500 R, ovvero "Rinnovata". Questa, esteticamente, si differenziava dalla 500 F esclusivamente per il frontale caratterizzato dal nuovo logo Fiat orizzontale, con i caratteri cromati inseriti nei quattro rombi neri, uguale a quello della 126. Scomparivano le ultime molure, quelle sui brancardi, ed i cerchi delle ruote erano gli stessi della 126, in lamiera stampata e zincata, privi di coppe. All'interno la modifica più evidente riguardava il volante ed il quadretto realizzati in plastica nera e la selleria semplificata, realizzata in fintapelle liscia, tinta unita; il sedile posteriore non aveva più lo schienale abbattibile e veniva eliminato l'interruttore per l'illuminazione del quadretto, che avveniva d'ora in poi unitamente a quella esterna. Le portiere, infine, erano quelle della 500 L, caratterizzate dalla diversa disposizione della maniglia apriporta e della manovella alzavetro, ma prive delle tasche rigide e fornite delle solite maniglie in plastica della 500 F. Meccanicamente la 500 R adottava un motore nuovo, denominato tipo 126 A5.000 e derivato dal 126 A.000 della 126 riducendone la potenza ai consueti 18 cv della 500, ma con una facilità molto maggiore nel raggiungere i fatidici 100 km/h, grazie soprattutto al rapporto al ponte di 8/39. In pratica il motore stesso della 126 era null'altro che una rivisitazione del classico bicilindrico 110, aumentato di cilindrata fino a 594 cc ed esteticamente indistinguibile; anche la meccanica fu oggetto di un ulteriore irrobustimento, in particolare del cambio e dei semiassi, anche se sulla 500 R rimasero gli innesti facilitati e non i sincronizzatori. Le prestazioni lievemente migliori della 126, abitabilità aumentata a quattro posti effettivi ed il prezzo non molto distante, 795.000 L. contro 660.000, fecero sì che i volumi di vendita della 500 diminuissero notevolmente. La crisi petrolifera scoppiata nel 1974 in seguito alla Guerra del Kippur assestò poi un duro colpo all'intero settore automobilistico creando una
congiuntura negativa che si ripercosse sulla 500 sconsigliando di proseguire la produzione per un volume cosi esiguo di vetture.
Il primo agosto 1975 la 500 R contraddistinta dal numero di telaio 5231518 poggiò le sue ruote sull'asfalto della pista di prova dello stabilimento siciliano di Termini Imerese: era il 3.432.226° ed ultimo esemplare costruito, durante ben diciassette anni di produzione.

 

Tratto da "Fiat 500, Guida all'acquisto" di Alessandro Sannia, All Media Editore 2009

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Museo della 500

Museo Multimediale della Fiat 500 - Centro di documentazione ed educazione stradale.

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